{"version":"1.0","provider_name":"Never a weekend home","provider_url":"https:\/\/neveraweekendhome.com\/it\/","author_name":"Luca Bergamini","author_url":"https:\/\/neveraweekendhome.com\/it\/author\/luca\/","title":"Il Balzo della Fede e Sangria - Never a weekend home","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"0VeFqqIwtb\"><a href=\"https:\/\/neveraweekendhome.com\/it\/2018\/12\/23\/il-balzo-della-fede-e-sangria\/\">Il Balzo della Fede e Sangria<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/neveraweekendhome.com\/it\/2018\/12\/23\/il-balzo-della-fede-e-sangria\/embed\/#?secret=0VeFqqIwtb\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Il Balzo della Fede e Sangria&#8221; &#8212; Never a weekend home\" data-secret=\"0VeFqqIwtb\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">\n\/* <![CDATA[ *\/\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/neveraweekendhome.com\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n\/* ]]> *\/\n<\/script>\n","thumbnail_url":"https:\/\/neveraweekendhome.com\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/road-night-italian-post_2.jpg","thumbnail_width":992,"thumbnail_height":448,"description":"Una piccola premessa. Le feste comandate hanno sempre esercitato su di me un fascino come l\u2019 aglio ai vampiri: da una parte comportano una sorta di obbligo a scatenarsi stile troppo paxxerelli perk\u00e9 si vive 1 volta sola Karpa Diem ma soltanto in precise e predeterminate occasioni, dall&#8217; altra suggerisce che serve una scusa specifica per andare fuori e fare baldoria. Tra queste esaltanti occasioni per dimenticarci dei malanni della nostra esistenza, come non citare il Capodanno: una caccia compulsiva all&#8217; attivit\u00e1 pi\u00fa cool nei posti pi\u00fa fighi con tre volte la quantit\u00e1 di cadaveri ambulanti permessa dalla legge e con 30 euro minimo di ingresso, acqua zuccherata in omaggio. &nbsp; Secondo l&#8217; antica scuola di pensiero della Sticazzikus, tre sembrano le alternative papabili a questa fiera dello schiacciasassi: &#8211; Andare oltre questo Velo di Maya delle feste comandate e fare baldoria a ogni data occasione, e gestire Capodanni e simili con la stessa nonchalance di ogni altro giorno. In genere \u00e9 l&#8217; opzione meno preferita dal fegato, e dal portafogli. &#8211; Prendere coscienza che domani sar\u00e1 un&#8217; altro giorno tristissimo come un altro, quindi godersi una tranquilla e tristissima serata a casa con t\u00e9 caldo al limone e gocciole al cioccolato. Nel mio caso c&#8217;era anche il primo episodio di Mass Effect e la copertona di Snoopy perch\u00e9 faceva freddo. &nbsp; &#8211; Sfruttare il potere della tristezza, giocare a dadi ( o alla roulette russa) con il Destino e buttarsi da qualche parte, possibilmente non sugli scogli. A volte esce 1 e intanto ne sono usciti altri 3 di Mass Effect, ma un po&#8217; di fortuna tocca a tutti prima o dopo. &nbsp; &nbsp; Qualche Settembre fa c&#8217;\u00e9 stato un momento in cui pure giocare a Mass Effect e le gocciole al cioccolato sembravano cose tristissime (scusa, Snoopy). Piccoli problemi di cuore, di universit\u00e1, di amicizie, di routine;\u00a0; le sirene gi\u00e1 cantavano il mio nome dagli scogli, a squarciagola. E tuttavia, cotanta malinconia fu da preludio per un evento altrettanto apocalittico: un aggiornamento tecnologico (il mio primo smartphone &lt;3) e il conseguente ingresso nel mondo delle App per trovare donne scandinave single nella tua zon eventi e stranieri potenzialmente interessanti. &nbsp; Due sere dopo mi trovavo gi\u00e1 in scooter lungo l&#8217; Aurelia (strada di perdizione, cinghiali e freddo polare che separa Viareggio da Pisa), con bottiglia di vino rosso in mano e\u00a0 voglia di vincere. Destinazione: una piazzetta buia nel cuore di Pisa con dei tizi che fanno foto buffe, tra cui una tizia che tiene un cartello con su scritto &#8220;Stasera vado al Botellon, ma domani non me lo ricorder\u00f3, XD&#8221;. Nel peggiore dei casi, le gocciole e il t\u00e9 al limone erano gi\u00e1 pronti, a casa. Dopo il consueto slalom fra la fauna del bosco e della strada,\u00a0 cominci\u00f3 il cammino verso l&#8217; oscurit\u00e1: movide di dimensioni mai viste, venditori ambulanti con marche di alcolici mai assaggiati, tizi vestiti da giullari che tiravano ortaggi ad altri tizi mezzi nudi (&#8220;Un amichevole rituale di ingresso nella confraternita&#8221;, mi hanno spiegato). Eppure no, nella App l&#8217; indirizzo era diverso, Babilonia non avr\u00e1 il mio pregiato vino rosso, l&#8217; oscurit\u00e1 mi attende, gotta go fast. &nbsp; Svoltato l&#8217; angolo, l&#8217; odore di birra del Carrefour si trasforma all&#8217; istante in un misto di armi batteriologiche, mentre scopro mio malgrado che le stradine laterali a Piazza dei Cavalieri non vengono generalmente usate per il transito pedonale. Ma ogni strada prima o poi finisce, e con essa la sua essenza Eau de Toilette: finalmente riesco a raggiungere la tanto agognata Piazza Santa Caterina, e due pizzicotti dopo sono sicuro di non essere preda di deliri allucinatori dovuti all&#8217; arsenale biochimico di prima. C&#8217;\u00e9 per\u00f3 un problema: non si vede una madonna, figuriamoci ragazze con cartelli e fiumi di alcool. Nessuno dei passanti mi sa dire dove si trova questo Botellon, e nessuno ha visto altri esseri umani nel raggio di un chilometro da l\u00ed. Ma ormai \u00e9 troppo tardi per tornare indietro. Sono passate le dieci, tra me e le gocciole ci sono l&#8217; Aurelia e le bio-armi nascoste di Saddam Hussein, e comunque ho gi\u00e1 finito Mass Effect. E poi, il dado fu tratto. Prima ancora di finire la frase \u201cBuonasera gentilissimi signori e signore, bel clima che abbiamo stasera, non \u00e8 vero? Secco!\u201d\u00a0mi ritrovo travolto da una variet\u00e1 di saluti in accenti che neppure da sbronzo avrei saputo decifrare e con un bicchiere di qualcosa in ciascuna mano. Ancora intontito dall\u2019 orda di creature sbucate fuori dall\u2019 oscurit\u00e1 e dall\u2019 inconfodibile aroma di Sangria, preparata con le migliori marche di vino selezionate dalla Lidl, riesco appena a biasciare un \u201cma&#8230;voi chi siete?\u201d. &nbsp; Quella tizia con il cartello non aveva torto. Secondo le cronache tramandate nei giorni seguenti, pare che sia entrato in modalit\u00e1 gendarme e bombardato di domande ogni singolo partecipante su vita morte e miracoli su questo evento, sul perch\u00e9 e percome, e quest\u2019associazione qua di cui fate parte che cos\u2019\u00e8, per caso tirate ortaggi alla gente, eccetera. Uniche (ma frequenti) pause per parlare alla sangria e bere una misteriosa viaggiatrice tedesca. Con una di queste \u00e8 nata poi una lunga relazione costellata di avventure incredibili, segreti incoffessabili e deliziosi abusi, mentre la tedesca svan\u00ed nelle stesse tenebre che l\u2019avevano portata l\u00ed. &nbsp; &nbsp; Ma prima o poi il pozzo si esaurisce, e con la fine delle scorte di sangria fu decretato l\u2019 esodo verso un\u2019 oasi popolata di nobili mercanti del Bangladesh e dintorni, la stessa Babilonia attraversata subito prima dell\u2019 ingresso nelle paludi di Mordor. Con le luci dell\u2019 alba si concluse l\u2019 avventura delle App di eventi, assieme alla promessa di partecipare alle riunioni di questo gruppo e di vedere che cosa aveva da offrire, una volta chiarito che non ci sarebbero stati lanci di ortaggi o cibi di alcun genere. Intanto, un gruppo di giullari tira oggetti contundenti intonando canzoni goliardiche. E poi grilli, cinghiali e lucciole. Niente t\u00e8 al limone. &nbsp; &nbsp; Un sacco di cose successero, da l\u00ed a poco. Trasferte ai confini della mondo, che a Viareggio equivale pi\u00fa o meno al Friuli. Avventure last second ai confini dell\u2019 universo, che secondo le carte stellari viareggine equivale grossomodo\u00a0 alla Polonia. Un Capodanno ai confini della realt\u00e1, tra ostacoli e sorprese, imprevisti e scoperte, in un posto dove dicono, giustamente, non si possa possa dire il suo nome senza pronunciare \u201cLove\u201d, la Slovenia. Almeno in quel linguaggio di derivazione lucchese in cui la lettera C non \u00e9 quasi mai pronunciata, il famigerato viareggino. &nbsp; [Continua]"}